L’app Waze non piace alla polizia americana


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10 Febbraio 2015 0 commenti

Pare che Negli Stati Uniti stia andando molto di moda un’app denominata Waze (di proprietà di Google) che, sotto le spoglie di un’applicazione dedicata a […]

Pare che Negli Stati Uniti stia andando molto di moda un’app denominata Waze (di proprietà di Google) che, sotto le spoglie di un’applicazione dedicata a prevenire ingorghi stradali e flussi di traffico, nasconde un accurato segnalatore di autovelox, posti di blocco e stazioni mobili delle Forze dell’Ordine, capace di suggerire al guidatore un percorso alternativo meno tormentato.

waze

Proprio Waze è recentemente finita nel mirino delle Forze dell’Ordine americane, che hanno infatti sollevato dubbi sulla legalità del suo utilizzo, soprattutto nell’ottica della prevenzione al terrorismo e sulla possibilità da parte di un comune cittadino di avere informazioni sensibili riguardo alla polizia e agli spostamenti effettuati per prevenire forme di delinquenza.

Waze costituirebbe così una fonte di aiuto per tutti i criminali e i latitanti, vanificando gli sforzi messi in campo dalla polizia per impedire fughe oltreconfine e vie d’uscita di fronte ad accerchiamenti e cacce all’uomo. Pertanto il Corpo di Polizia americano sta facendo pressioni su Google affinché rimuova dalle proprie mappe tutte le informazioni relative ai posti di blocco che vengono poi sfruttate dall’app per segnalarne la presenza o per suggerire eventuali scorciatoie.

waze appMentre Google prende tempo, il dibattito sulla legittimità dell’applicazione sta infiammando gli Stati Uniti. Accanto a chi ritiene Waze una minaccia concreta per la sicurezza nazionali, i responsabili del Centro per la Democrazia e la Tecnologia considerano invece illegittima la pretesa delle Forze dell’Ordine, che andrebbe a ledere il diritto di ogni cittadino di essere informato sull’eventuale presenza di posti blocco e regolarsi di conseguenza.



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