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A Cupertino protesta dei lavoratori d’appalto


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12 Dicembre 2014 0 commenti

  Quella di ieri è stata una giornata movimentata alla sede centrale di Apple a Cupertino, dove si è tenuta una […]

 

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Quella di ieri è stata una giornata movimentata alla sede centrale di Apple a Cupertino, dove si è tenuta una manifestazione spontanea dei lavoratori d’appalto. Un centinaio di lavoratori hanno invaso gli spazi antistanti la sede della società per richiedere contratti migliori al colosso statunitense, affinché le condizioni di lavoro siano più eque e fungano d’esempio per l’intera Silicon Valley.

Così come rivelano le cronache locali, la protesta sarebbe stata guidata dall’attivista per i diritti civili Jesse Jackson e avrebbe coinvolto i lavoratori legati all’United Service Workers West. I manifestanti richiedono già dallo scorso novembre condizioni migliori per i contratti che Apple appalta a società esterne, ad esempio per le guardie di sicurezza sparse nel campus. Gli accordi presi da Apple con tali società non sarebbero infatti sufficienti a garantire normali condizioni di vita ai lavoratori in relaziona all’alto costo di vita della zona. La manifestazione è stata accompagnata da striscioni e cori, tra cui uno slogan ripetuto più volte: “Ci meravigliamo per la crescita dell’high-tech e della biotecnica, ma noi ne siamo le fondamenta. Combattiamo oggi nella pioggia per la sicurezza e la giustizia”. Il gruppo dei dimostranti ha quindi consegnato una petizione firmata da ventimila persone con la quale si chiede a Apple di avviare negoziati per arrivare a stipulare contratti migliori.

Si vocifera che oltre al colosso di Cupertino, nei prossimi giorni al centro delle attenzioni dei manifestanti finiranno altri gruppi della Silicon Valley, come Facebook e Google.



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