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Apple finisce sotto la lente del governo cinese


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24 Gennaio 2015 0 commenti

Il CEO di Apple Tim Cook, fresco dei suoi 9 milioni di dollari guadagnati nel 2014, ha riferito che Apple […]

Il CEO di Apple Tim Cook, fresco dei suoi 9 milioni di dollari guadagnati nel 2014, ha riferito che Apple ha acconsentito ad essere sottoposta ad ispezioni di sicurezza, relativamente ai propri prodotti, da parte di funzionari del governo cinese, ispezioni che cercheranno di far luce sulla possibile presenza di  backdoor che consenta l’accesso di terzi ai dati sensibili e privati memorizzati.

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Nei giorni scorsi abbiamo visto le dichiarazioni dell’avvocato di Snowden, il quale aveva affermato che l’ex informatore della NSA non utilizza un iPhone perchè ritiene che sia spiato da Apple attraverso software nascosti. Ora il governo cinese cercherà di far luce su tale dubbio, grazie alle ispezioni che erano parte di un accordo siglato tra il CEO di Apple Tim Cook e Lu Wei, direttore della State Internet Information Office in Cina.

La coppia si era incontrata lo scorso anno per discutere della sicurezza dei prodotti Apple, tra cui quella dello smartwatch Apple Watch. Wei ha espresso preoccupazione che i dispositivi Apple possano compromettere la sicurezza del governo cinese e la privacy dei proprietari di dispositivi di Apple in Cina. Cook, durante i colloqui, ha riferito che i dispositivi di Apple non contengono una backdoor per condividere i dati con gli enti governativi o di altri servizi di terze parti, ma nonostante questo il governo cinese ha premuto per poter effettuare delle proprie verifiche.

La Cina sta diventando un mercato sempre più importante per Apple sia come vendite sia come potenziale di espansione per i propri prodotti, quindi era inevitabile che l’azienda californiana accettasse tali richieste.



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