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Facebook tiene traccia di tutti, anche dei non iscritti


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19 Marzo 2019 0 commenti

Facebook pare tenga traccia delle attività online dei suoi utenti, ma anche di quelle delle persone che non sono iscritte, ma […]

Facebook pare tenga traccia delle attività online dei suoi utenti, ma anche di quelle delle persone che non sono iscritte, ma che visitano i suoi post pubblici o i siti che contengono al loro interno il suo tasto “Mi piace”, quindi oramai quasi tutti.

Secondo i ricercatori dell’Agenzia per la Protezione dei Dati Personali del Belgio, la pratica seguita da Facebook viola diverse leggi europee per la tutela della privacy, perché in molti casi le attività degli utenti sono registrate senza il loro esplicito consenso. I responsabili del social network hanno risposto di non essere stati consultati durante la fase di ricerca e hanno detto che ci sono “diverse inesattezze” nel rapporto, di cui si è occupato in un lungo articolo il giornale britannico Guardian dopo averne ricevuta una copia in anticipo.

Come molti altri siti, anche Facebook installa nel programma che si usa per navigare un “cookie”, cioè un file che contiene al suo interno diverse informazioni che gli servono per riconoscere l’utente alla sua visita successiva e capire di chi si tratta, senza dovergli chiedere ogni volta la password o altri sistemi di identificazione. I cookie sono anche utilizzati per tenere traccia delle attività dello stesso utente, in modo da garantirgli diversi servizi e proporre pubblicità più consone agli interessi, sulla base delle ricerche online. Secondo lo studio pubblicato in Belgio, dunque, Facebook installa un cookie in tutti i browser che visitano una delle sua pagine, anche se la persona che lo fa non è direttamente iscritta al social network.

Il meccanismo per dire a Facebook di non tracciare le proprie attività è piuttosto tortuoso e prevede l’uso di siti gestiti da altre organizzazioni, che fanno da garanti, con sistemi simili attivi anche per Google, Microsoft e altre grandi aziende. A seconda della propria posizione geografica, si viene mandati su siti gestiti dalla Digital Advertising Alliance negli Stati Uniti o sulla European Digital Advertising Alliance (EDAA) nell’Unione Europea. I ricercatori hanno però scoperto che se si utilizza il sistema dell’EDAA per rinunciare al tracciamento, Facebook provvede a installare un nuovo cookie nel browser che ha una durata di due anni e che sostanzialmente serve per riferire ai sistemi di Facebook di non tracciare le attività.

Un portavoce di Facebook ha criticato la ricerca realizzata in Belgio, sostenendo che contiene “inesattezze” su vari fatti e che gli autori non si sono mai messi in contatto con Facebook per avere “chiarimenti sulle supposizioni su cui hanno basato il loro studio”. Sempre secondo Facebook, i ricercatori avrebbero declinato gli inviti diretti a confrontarsi sul tema prima della pubblicazione del rapporto. Gli autori hanno però detto che le cose sono andate diversamente e che a oggi non sono stati contattati direttamente da Facebook, né hanno ricevuto richieste per un incontro: “Se Facebook ritiene che ci siano stati errori, saremo lieti di accogliere qualsiasi specifico commento che vorranno fare”, vanno sapere i ricercatori.

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